Quadretti di stoffa e carta
Eleganti e misurati lavori, ottenuti dall’accostamento di pezzettini di stoffa che le sorelle Coronèo eseguono ritagliando e ricamando con cura il panno Lenci. Animati da un cromatismo vivace, danno forma a primissimi piani di deliziose fanciulle in abito tradizionale.
Le protagoniste sono rappresentate per lo più di profilo. L’espressione del viso è data da un sottilissimo ricamo e le vesti, fortemente rivisitate, sono contraddistinte da un gusto di sintesi che non rinuncia però a meticolose rifiniture. Le soluzioni esecutive combinano qualche volta le stoffe con ritagli di carte colorate, trattate come fossero tessuti preziosi.
Sono piccoli capolavori di grazia. Si apprezza immediatamente il gusto per il ricamo, la cura per gli orli e le applicazioni di minimi dettagli capaci di aggiungere un’armonia delicata e originale.
Le Coronèo ritraggono con uno sguardo nuovo i personaggi dell’Isola – specialmente giovanissime fanciulle – rese ancora più belle dalla presenza di un elemento semplice e sempre diverso: un vasetto o una brocca, un mazzolino di fiori colorati, un cestino di frutta, un galletto, una piantina di fico d’india.
Particolari che infondono un soffio di vitalità inedito, una grazia candida e ingenua.
Pupazzi
Il pupazzo d’artista era stato nel corso del Novecento un tema animato da molteplici contributi, si ricordano il raffinato mondo di carta di Edina Altara, il ludico impegno futurista di Fortunato Depero e le caricature angolose di Eugenio Tavolara.
Le sorelle Coronèo non guardano a nessuno di questi modelli e si fanno interpreti di una novità assoluta, introducendo un’osservazione attenta della realtà. Raffigurata con deformante esattezza nei suoi tratti fisici e di costume.
Al mondo levigato e fortemente sublimato degli esordi, via via subentra la rappresentazione di una realtà sociale emarginata che diverrà simbolo e cifra di tutta la loro ricerca.
In mostra sarà possibile meravigliarsi di fronte a una straordinaria rassegna dei loro pupazzi, umani e commoventi, tali da trascendere l’ingenuo e minuto mezzo di espressione per raggiungere una rappresentazione figurativa drammatica e impressionante.
Con materiali umilissimi, spago, fili di ferro, pezzetti di legno, un po’ di panno stinto, riescono a rievocare il dramma della vita degli umili, della fame, della povertà, della solitudine, della lotta con la pazzia e col dolore.






















